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L'Ayurveda è la medicina tradizionale indiana, il cui nome significa letteralmente "conoscenza della vita". È una tradizione millenaria che considera il benessere come equilibrio di corpo, mente e ambiente — e che ha sviluppato nel tempo un sistema raffinato di erbe e pratiche per la cura dei capelli e del cuoio capelluto.
Le erbe ayurvediche per capelli sono polveri ottenute da radici, foglie, fiori e frutti di piante usate in questa tradizione da secoli. Vengono essiccate e macinate finemente, producendo polveri che si mescolano con acqua tiepida per creare impacchi cremosi da applicare sui capelli. Alcune si usano anche come risciacqui o come additivi a shampoo naturali.
A differenza dei prodotti cosmetici convenzionali, queste polveri non si limitano a un effetto estetico superficiale: agiscono sul cuoio capelluto in profondità, con un'azione che la tradizione descrive come riequilibrante per la produzione di sebo, nutriente per i follicoli piliferi, purificante e lenitiva. Le loro funzioni principali, secondo l'uso tradizionale, si dividono in:
Ogni erba ha la sua vocazione principale, ma possono essere abbinate tra loro per creare impacchi personalizzati in base al tipo di capello e all'esigenza specifica.
Una nota importante Le erbe descritte in questa guida sono rimedi della tradizione fitoterapica e ayurvedica, usati da secoli in diverse culture. Le informazioni riportate si basano sull'uso tradizionale e su studi preliminari, e non costituiscono trattamenti medici né consigli terapeutici. I risultati variano da persona a persona e dipendono da molti fattori: tipo di capello, costanza d'uso, alimentazione, stile di vita. Se soffri di caduta intensa, patologie del cuoio capelluto o stai seguendo terapie specifiche, consulta un dermatologo o un medico prima di iniziare qualsiasi routine a base di erbe. Per l'assunzione interna di erbe e integratori, si raccomanda sempre il consulto di un professionista della salute.
Se desideri trasformare questi gesti in una routine completa, su Terzaluna trovi la Box per la Cura dei Capelli, pensata per accompagnare il benessere della chioma con una selezione di rimedi naturali di qualità. Un modo semplice per portare nella quotidianità un rituale ispirato alla tradizione.
Le erbe ayurvediche per capelli sono numerose e spesso si usano in combinazione. Conoscere le proprietà di ciascuna — nella prospettiva dell'uso tradizionale — è il primo passo per costruire una routine personalizzata. Le erbe indiane per capelli — come amla, brahmi, bhringraj e shikakai — sono le più note e studiate, ma la tradizione ayurvedica annovera decine di piante con usi specifici. Ecco le principali, con le loro caratteristiche e indicazioni d'uso.
L'amla (uva spina indiana, Emblica officinalis) è considerata la regina delle erbe ayurvediche per capelli. Il suo frutto è ricchissimo di vitamina C e antiossidanti, con un profilo che la tradizione ayurvedica associa a benefici sia sul cuoio capelluto che sul fusto del capello.
Per chi è indicata: tutti i tipi di capello, in particolare capelli deboli, con tendenza alla caduta o all'ingrigimento precoce. Attenzione: tende a scurire i capelli — sconsigliata su capelli molto chiari o decolorati.
Come si usa: impacco con acqua tiepida, da sola o abbinata a brahmi o bhringraj per un trattamento anticaduta intensivo. Si lascia in posa 30–60 minuti.
Il brahmi (Bacopa monnieri) è una pianta acquatica con un profilo di azione particolarmente interessante: agisce sia sul capello che — nella prospettiva ayurvedica — sul sistema nervoso. Nella medicina tradizionale è nota come adattogeno per mente e memoria, e il legame tra stress cronico e caduta dei capelli rende questa erba preziosa in un'ottica di cura integrata.
Per chi è indicata: capelli radi, sfibrati, con caduta accentuata in periodi di stress. Spesso abbinata a bhringraj e amla per impacchi anticaduta completi.
Come si usa: impacco da solo o in miscela, oppure come elisir su cuoio capelluto con acqua di rosmarino.
Il nome bhringraj (Eclipta alba) significa letteralmente "re dei capelli" — e la sua reputazione nella tradizione ayurvedica è all'altezza. È una delle erbe più utilizzate per contrastare la caduta e sostenere la ricrescita.
Per chi è indicata: chi nota caduta eccessiva, capelli spenti e privi di volume, ingrigimento precoce.
Come si usa: impacco, da solo o abbinato a brahmi e amla. Anche in forma di olio infuso da applicare sul cuoio capelluto.
La cassia obovata, comunemente chiamata hennè neutro, è il rimedio d'eccellenza per capelli fini, sfibrati e danneggiati. A differenza dell'hennè colorante, la cassia non rilascia pigmento: agisce esclusivamente con le sue proprietà curative.
Per chi è indicata: capelli fini, sfibrati, danneggiati da tinture chimiche o calore. Adatta a tutti i colori di capello, inclusi i chiari — non modifica il colore.
Come si usa: impacco con acqua tiepida, 30–60 minuti di posa. Può essere abbinata a erbe tintorie per modularne il colore.
L'Hennè Neutro Terzaluna è disponibile in polvere pura, pronto per i tuoi impacchi mensili.
Il fieno greco (Trigonella foenum-graecum, o methi in hindi) è una delle erbe più versatili per la cura dei capelli. La sua caratteristica distintiva sono le mucillagini — composti che a contatto con l'acqua si gonfiano formando un gel naturale con spiccate proprietà idratanti.
Per chi è indicata: capelli secchi, crespi, con tendenza alla rottura. Ottima anche per capelli ricci che necessitano di idratazione intensa.
Come si usa: va preparata almeno 12 ore prima aggiungendo acqua calda alla polvere — le mucillagini devono gonfiarsi lentamente. Il composto deve restare umido: non lasciarlo asciugare. Posa 1 ora. Nota: contiene saponine naturali, non usare shampoo dopo il risciacquo.
I Semi di Fieno Greco Terzaluna sono disponibili in diversi formati, per impacchi idratanti e uso alimentare.
Lo shikakai (Acacia concinna) è uno dei detergenti vegetali più antichi della tradizione ayurvedica. Grazie all'alta concentrazione di saponine naturali, crea una leggera schiuma che può pulire efficacemente i capelli senza alterarne il pH naturale.
Per chi è indicata: tutti i tipi di capello; particolarmente utile per chi soffre di cute sensibile, forfora o vuole ridurre l'uso di shampoo chimici. Attenzione: può scurire i capelli molto chiari.
Come si usa: impacco lavante da applicare su capelli umidi, massaggiare, lasciare 15–20 minuti e risciacquare. Non usare shampoo dopo.
L'aritha o reetha (Sapindus mukorossi), nota come "noce del sapone", è un'altra erba lavante naturale ricca di saponine. Ha proprietà complementari allo shikakai e le due vengono spesso abbinate.
Per chi è indicata: capelli grassi, cute con prurito o forfora, pelli sensibili e allergiche ai detergenti convenzionali.
Come si usa: impacco lavante da sola o in miscela con shikakai e sidr. Posa 20–30 minuti, risciacquare abbondantemente.
Il neem (Azadirachta indica) è uno dei pilastri della medicina ayurvedica — una delle erbe più studiate e versatili del sistema. Per i capelli, è il grande purificante: la tradizione lo indica come particolarmente indicato per le condizioni del cuoio capelluto difficili da affrontare con altri rimedi.
Per chi è indicata: cute grassa, forfora abbondante, dermatiti, cuoio capelluto problematico. Adatta a tutti i tipi di capello in impacchi purificanti.
Come si usa: impacco con acqua tiepida, 20–30 minuti. Il profumo è intenso e caratteristico — si può abbinare a kapoor kachli o sandalo per attenuarlo.
Il kapoor kachli è ricavato dalla radice di una piccola pianta della famiglia delle Zingiberaceae (la stessa di zenzero e curcuma). È conosciuto per il suo profumo intenso e avvolgente, ma le sue proprietà capillari — nella prospettiva dell'uso tradizionale — sono altrettanto notevoli.
Per chi è indicata: capelli privi di volume, fragili, con cuoio capelluto che necessita di purificazione. Adatta a tutti i colori — non scurisce.
Come si usa: raramente da sola, più spesso come additivo a miscele di impacco (2–5g per 100g di miscela). Può essere usata come shampoo alternativo abbinata a shikakai e aritha.
Il kachur sugandhi (zenzero aromatico) è un'altra pianta della famiglia delle Zingiberaceae, coltivata principalmente in India. Come il kapoor kachli ha un profumo speziato, ma il suo profilo d'azione tradizionale è leggermente diverso.
Per chi è indicata: capelli fini, fragili, privi di lucentezza. Ottima per i capelli chiari perché non scurisce — uno dei pochi rimedi ayurvedici adatti anche alle bionde.
Come si usa: impacco da sola o in miscela, 30–60 minuti di posa.
L'altea (Althaea officinalis, anche nota come malvavischio) è un'erba della tradizione europea ricca di mucillagini, pectine e flavonoidi. Produce impacchi particolarmente morbidi e gelatinosi, con un effetto idratante e protettivo che tende a manifestarsi con l'uso regolare.
Per chi è indicata: capelli secchi, danneggiati, cute sensibile. Adatta a tutti i colori di capello.
Come si usa: stessa preparazione del fieno greco — acqua tiepida, riposo di almeno una notte per permettere alle mucillagini di aprirsi. Posa 1–2 ore. Può essere abbinata a erbe lavanti per renderla anche detergente.
L'ibisco (Hibiscus rosa-sinensis) è conosciuto per il colore intenso dei suoi fiori, ma la polvere ricavata dalle foglie e dai petali ha proprietà capillari notevoli. È particolarmente apprezzato per i capelli ricci e ondulati.
Per chi è indicata: capelli ricci, mossi, secchi e con tendenza al crespo. Anche come riflessante naturale — può donare riflessi rossastri sui capelli scuri.
Come si usa: impacco con acqua tiepida, 30–60 minuti. Da sola o abbinata a fieno greco e altea per un trattamento idratante intensivo per i ricci.
Alcune erbe ayurvediche hanno anche proprietà tintorie — possono cioè modificare il colore dei capelli in modo naturale e graduale. Le erbe tintorie per capelli più usate sono:
Le erbe tintorie si usano spesso in miscela tra loro per ottenere sfumature personalizzate. È importante fare sempre una prova su una ciocca prima di procedere sull'intera chioma, e verificare la compatibilità con eventuali tinture chimiche precedenti.
Quando si parla di capelli, la costanza conta quanto la scelta degli ingredienti. Su Terzaluna puoi trovare la Box per la Cura dei Capelli, ideale per chi desidera costruire un rituale completo e armonioso con prodotti selezionati.
La caduta dei capelli può avere cause diverse — stress, carenze di ferro o zinco, cambi stagionali, squilibri ormonali, cute grassa che ostacola i follicoli. I capelli, in questo senso, raccontano: quando si indeboliscono o cadono più del solito, è spesso il segnale di uno squilibrio interiore che chiede attenzione. Le erbe ayurvediche per la caduta dei capelli possono agire su più fronti: sostenere i follicoli, favorire la microcircolazione, purificare il cuoio capelluto e — se assunte in infusione interna — apportare i minerali necessari alla crescita.
L'approccio che la tradizione ayurvedica considera più completo combina un impacco topico settimanale (bhringraj + brahmi + amla) con un'integrazione interna di minerali tramite infuso di ortica o moringa. Dall'esterno e dall'interno, insieme — perché i capelli, alla fine, raccontano quello che il corpo riceve.
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I capelli fini hanno bisogno di erbe che possano sostenere la struttura del fusto e donare volume senza appesantire. Il rischio con gli impacchi ayurvedici è scegliere erbe troppo nutrienti o oleose che appiattiscono ulteriormente — ecco le scelte più indicate secondo la tradizione.
Le erbe migliori per capelli fini sono:
Da evitare o usare con moderazione: fieno greco e altea da soli (le mucillagini possono appesantire i capelli molto fini), erbe molto nutrienti in grandi quantità.
Come usarle: impacchi leggeri con poca acqua, posa 30–45 minuti, risciacquo abbondante. Frequenza: 1–2 volte a settimana.
I capelli ricci e mossi hanno esigenze specifiche: idratazione profonda, controllo del crespo, definizione del riccio, morbidezza. Le erbe ayurvediche per capelli ricci si prestano particolarmente bene a questi obiettivi grazie alle mucillagini idratanti e agli agenti condizionanti naturali.
Le erbe migliori per capelli ricci sono:
Come usarle: impacchi ricchi lasciati in posa più a lungo (1–2 ore), idealmente con cuffietta o asciugamano caldo per aprire le cuticole. Si possono abbinare a qualche goccia di olio vegetale (argan, cocco, jojoba) per aumentare l'effetto nutriente. Frequenza: 1–2 volte a settimana.
Mix per ricci Fieno greco + altea in parti uguali, preparato la sera prima, applicato su capelli umidi con qualche goccia di olio di cocco. Posa sotto cuffietta per 1–2 ore. Con l'uso regolare, molte persone riferiscono ricci più definiti, morbidi e con meno crespo.
Forfora e cute grassa hanno spesso la stessa radice: uno squilibrio del microbioma del cuoio capelluto, un eccesso di sebo o un'infiammazione locale. Le erbe ayurvediche hanno in questo campo una lunga storia d'uso, grazie alle loro proprietà tradizionalmente descritte come antibatteriche, antimicotiche e seboregolatrici.
Le erbe più indicate contro la forfora secondo la tradizione ayurvedica sono:
Come usarle: impacco purificante settimanale con neem + shikakai + qualche cucchiaio di aritha. Aggiungere kapoor kachli per il profumo. Posa 20–30 minuti, risciacquo abbondante. Per i casi più persistenti, usare come risciacquo finale un infuso di ortica lasciato raffreddare.
L'Ayurveda non è l'unica tradizione che ha sviluppato rimedi per i capelli. La fitoterapia europea e la medicina tradizionale cinese offrono erbe altrettanto preziose — alcune delle quali lavorano in sinergia perfetta con le ayurvediche. Ecco le tre più importanti, tutte presenti nella Box Cura dei Capelli Terzaluna.
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Le erbe e le polveri ayurvediche non si usano tutte nello stesso modo. Alcune vanno applicate direttamente sui capelli come impacchi, altre si assumono internamente come infusi o alimenti, altre ancora si applicano in forma di olio sul cuoio capelluto. Capire quale modalità è adatta a ciascuna erba è il primo passo per trasformare la cura dei capelli in un rituale consapevole — e non solo in una routine meccanica.
Le tre modalità principali sono:
A queste tre modalità si può aggiungere il massaggio del cuoio capelluto — con le dita o con un apposito massaggiatore — che favorisce la circolazione locale e può supportare l'assorbimento dei principi attivi. Si può fare a secco o durante l'applicazione dell'oleolito.
Preparare un impacco con le erbe ayurvediche è semplice una volta capito il metodo base. L'unica regola da non dimenticare: non usare acqua bollente, che può degradare i principi attivi. Acqua tiepida o a temperatura ambiente è sempre la scelta giusta.
La frequenza dipende dall'erba e dall'obiettivo:
Routine settimanale semplice Lunedì: infuso di ortica (interno). Mercoledì: impacco con le erbe scelte (esterno, 1 ora). Venerdì: oleolito di rosmarino sul cuoio capelluto prima del lavaggio. Una volta al mese: impacco con hennè neutro (cassia). La costanza trasforma una routine in un rituale — e il rituale, nel tempo, trasforma i capelli.
Prendersi cura dei capelli con lentezza e attenzione può diventare un vero momento per sé. Su Terzaluna è disponibile la Box per la Cura dei Capelli, una proposta pensata per chi cerca un approccio naturale e coerente alla beauty routine.
La Box Cura dei Capelli Terzaluna nasce da una convinzione semplice: prendersi cura dei capelli in modo naturale significa nutrire dall'interno per riequilibrare l'esterno. Cinque prodotti selezionati per lavorare in sinergia — un percorso completo che accompagna la salute dei capelli ogni giorno, con istruzioni dettagliate su come usarli.
La box combina erbe ayurvediche con rimedi della tradizione occidentale e cinese — tutti orientati alla salute dei capelli, ciascuno con un ruolo preciso.
Erbe e rimedi per uso interno (per sostenere i capelli dall'interno):
Erbe e rimedi per uso esterno (agiscono direttamente sul capello e sul cuoio capelluto):
Come usare la Box Ortica e miscela moringa-erba medica si assumono internamente ogni giorno, sentito il parere di un professionista della salute. L'oleolito si applica 1–2 volte a settimana prima del lavaggio. L'hennè neutro si usa in impacco 1–2 volte al mese. Il sesamo nero si aggiunge ai pasti o ai frullati quotidiani. Ogni prodotto viene consegnato con istruzioni dettagliate.
Le erbe più usate dalla tradizione per la salute dei capelli sono amla, bhringraj, brahmi, cassia (hennè neutro), fieno greco, neem, shikakai e aritha — dalla tradizione ayurvedica. Dalla fitoterapia occidentale e cinese: ortica, rosmarino e sesamo nero. Ognuna ha una specializzazione: bhringraj e brahmi per la caduta, cassia per i capelli fini, fieno greco e altea per l'idratazione, neem per la forfora.
Le erbe più studiate e tradizionalmente più usate per sostenere la crescita dei capelli sono bhringraj (il principale nella tradizione ayurvedica), brahmi e amla per gli impacchi topici, e rosmarino per il sostegno alla microcircolazione del cuoio capelluto. L'ortica in infusione interna può contribuire a supportare la crescita apportando ferro e silicio ai follicoli. I risultati variano da persona a persona.
Le principali erbe indiane tradizionalmente associate alla crescita dei capelli sono: bhringraj ("re dei capelli"), amla (ricca di vitamina C e antiossidanti), brahmi (tradizionalmente usata per sostenere le radici), kapoor kachli (volumizzante e stimolante secondo l'uso tradizionale) e shikakai (associato al rinforzo del capello). Si usano principalmente come impacchi sul cuoio capelluto.
Le erbe ayurvediche si usano principalmente come impacchi: si mescola la polvere con acqua tiepida fino a ottenere una pasta cremosa, si applica sui capelli umidi dal cuoio capelluto alle punte, si lascia in posa 30 minuti–2 ore e si risciacqua abbondantemente. Per le erbe con mucillagini (fieno greco, altea) è necessario prepararle la sera prima. Alcune erbe come shikakai e aritha si usano come shampoo alternativi.
Sì, con le scelte giuste. Le più indicate per capelli fini sono cassia (hennè neutro), tradizionalmente usata per sostenere la struttura del fusto e donare volume senza appesantire, e kapoor kachli e kachur sugandhi come additivi volumizzanti. Da evitare in grandi quantità: erbe molto nutrienti o oleose che possono appiattire i capelli fini.
Per sostenere la densità e la forza dei capelli in modo naturale: impacco settimanale con bhringraj + brahmi + amla per nutrire i follicoli, hennè neutro (cassia) 1–2 volte al mese per sostenere il fusto, oleolito di rosmarino sul cuoio capelluto prima del lavaggio per favorire la microcircolazione, infuso di ortica quotidiano per apportare ferro e minerali dall'interno. La costanza è fondamentale: i primi cambiamenti possono manifestarsi dopo 4–6 settimane di uso regolare.
Impacchi nutrienti e condizionanti (fieno greco, altea, ibisco): 1–2 volte a settimana. Impacchi anticaduta (bhringraj, brahmi, amla): 1–2 volte a settimana con costanza. Hennè neutro (cassia): 1–2 volte al mese. Impacchi purificanti (neem, shikakai): 1 volta a settimana in fase acuta, poi ogni 2 settimane come mantenimento.
Alcune sì, altre no. La cassia (hennè neutro), l'altea, il fieno greco e le erbe lavanti (shikakai, aritha) sono generalmente compatibili con i capelli colorati chimicamente. Le erbe tintorie (amla, bhringraj, mallo di noce) possono invece modificare o alterare il colore artificiale — meglio evitarle o fare una prova su una ciocca. L'hennè naturale (lawsonia) non è compatibile con le tinture chimiche convenzionali.
Alcune sì: amla, bhringraj, shikakai e le erbe tintorie come neem e mallo di noce tendono a scurire i capelli con l'uso regolare. Se hai i capelli chiari, biondi o decolorati, scegli erbe che non alterano il colore: cassia (hennè neutro), altea, fieno greco, kachur sugandhi, kapoor kachli e sidr.
Sono la stessa cosa: la cassia obovata viene chiamata "hennè neutro" perché, come l'hennè, si usa come impacco ristrutturante, ma — a differenza dell'hennè colorante — non rilascia pigmento. Può ristrutturare, volumizzare e lucidare il capello senza modificarne il colore. È adatta a tutti i tipi di capello.
Assolutamente sì — i capelli ricci possono trarre grandi benefici dalle erbe ayurvediche. Le più indicate sono fieno greco (idratazione intensa e definizione del riccio), altea (morbidezza e districabilità), ibisco (nutrimento e lucentezza) e brahmi (rinforzo). Impacchi ricchi con posa prolungata e cuffietta danno risultati apprezzabili sui ricci.
Le più usate dalla tradizione contro la forfora sono neem (antibatterico e antimicotico secondo l'uso tradizionale, il più potente), tulsi (purificante e riequilibrante), shikakai e aritha (detergenti naturali con azione seboregolatrice) e kapoor kachli (antisettico secondo l'uso tradizionale). Si usano in impacchi purificanti settimanali, da soli o in miscela.